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L'acero lacero » Partecipare alle risposte sociali

 

 

PARTECIPARE ALLE RISPOSTE SOCIALI

 
Essere attivi.
Se non vogliamo subire una lenta o forse anche repentina decadenza del mondo, allora mettiamoci in azione.
La principale forma di meditazione che il Buddha insegnava non è quella che si fa stando seduti, ma quella che si deve fare andandosene in giro, occupandosi dei diversi problemi.
Da questo principio bisogna prendere spunto per capire l'importanza della partecipazione attiva alla vita sociale.
 
Avere le idee chiare
Il mondo attuale e soprattutto quello che si prospetta è, in assenza di interventi, un mondo pieno di sofferenza, un mondo malato, sul quale bisogna intervenire attivamente e preventivamente.
Ma gli uomini hanno le idee chiare su quale è il mondo che vogliono per loro, per i loro figli e per le future generazioni? 
Forse il mondo che vogliono non è uguale per tutti. Ma la stragrande maggioranza delle persone si ritrova in alcune linee essenziali: il mondo lo vorrebbe caratterizzato da un benessere diffuso, una società priva di tensioni sociali e politiche con i valori della pace e della convivenza, dove ogni uomo ha una sua identità e la sviluppa perché diversità è forza e dove ognuno deve essere consapevole e conscio della sua missione. Un mondo dove uomini animali e piante vivano in ottima salute in un ambiente a elevato tasso di naturalità in un contesto piacevole e esteticamente godibile.
E' utopia? E’ una necessità porsi grandi e ambiziosi obiettivi e traguardi. Una società che tradisce la cultura del miglioramento (specificando bene quale) è una società impossibile, in palese contrasto con uno dei presupposti della vita: la perpetuazione dell'esistenza della specie e la ricerca di maggiore qualità della vita.
L'uomo non ha opzioni: deve costruirsi una alternativa. Costruirla non è facile per diversi motivi. Non tutti accettano il concetto della necessità di porre un limite alle attività umane (le proprie) e alla necessità di re-indirizzarle.
Ma ricordiamoci un vecchio detto: chi ha le idee chiare e la determinazione per affermarle ha quasi vinto la sua battaglia.
 
 Difendere la vita con le attività umanitarie
Un esempio per tra tutti quelli che potrebbero essere evidenziati. Milioni nel mondo sono i devoti a una piccola suora Buddista di 65 anni con la testa rasata : Tzu Chi.
La Maestra, spesso paragonata a Madre Teresa, non ha mai lasciato l'isola di Taiwan a causa delle sue condizioni cardiache che le impediscono di volare.
Tuttavia la sua influenza raggiunge migliaia di comunità in Asia e in America, specie negli Stati Uniti, e ogni domenica, pioggia o freddo, i suoi seguaci distribuiscono succhi ai senzatetto ringraziandoli per la possibilità di poterli servire.
Ciò che è iniziato come una piccola elemosina per soccorrere 15 famiglie indigenti si è rapidamente trasformata in una rete di soccorso internazionale che ha fornito assistenza a 52 paesi, compresi gli Stati Uniti a ground zero nella città di New York.
Nel mondo una serie infinita di associazioni, religiose di qualsiasi fede e laiche, costituiscono un meraviglioso esempio di attività.
 
Politica : essere presenti.
La partecipazione alla vita politica non va demonizzata, ma anzi tenuta ben presente. Non si tratta di iscriversi ovviamente a questo o a quel partito, anzi è forse opportuno per ragioni di imparzialità e di poter serenamente aiutare chiunque, non iscriversi.
Ma è soprattutto nella politica, dove più forti sono le spinte dell’ego, che si può dare il buon esempio, quale l’uso costante della verità senza compromessi e quale l’uso della gentilezza amorevole, che può smuovere i caratteri più duri, quelli con il pelo sullo stomaco, che però sono quelli che decidono azioni che possono dare sofferenza o serenità a una miriade di persone.
Certo non si deve cadere nelle logica della politica perversa, ma vedere la partecipazione come un momento di benevolenza verso il mondo, gli altri esseri e le future generazioni, riuscendo, a influenzare positivamente le decisioni che vengono assunte.
 
Cambiare il rapporto con i paesi poveri.
Alla vigilia della seconda guerra mondiale, il mondo vedeva gli imperi coloniali. I potenti paesi europei avevano conquistato i paesi del terzo mondo, asservendo le economie locali alle proprie e estendendo la colonizzazione agli aspetti culturali. Il saccheggio del terzo mondo ha contribuito a implementare il divario economico tra gli stati, generando tra l'altro diffusi e incontrollabili fenomeni di immigrazione.
Un armonico e giusto assetto planetario non può che passare attraverso una fase di vera autonomizzazione delle economie dei paesi poveri, attraverso sussidi e aiuti tecnologici non mirati a un ritorno economico per i paesi occidentali. Bisogna operare quindi per invertire la rotta, almeno fino a quando questi Paesi non riescona a conseguire un buon livello di vita in un sano equilibrio con l’ambiente in cui vivono, senza depauperare le risorse naturali e usufruendo dei servizi essenziali (acqua, cibo); ma anche senza pretendere di mantenere artificialmente popolazioni in territori privi di alcuna risorsa naturale.
 
Gente per salvarci
Il mondo è una piccola imbarcazione e il genere umano è diventato una specie molto pericolosa. Per questo abbiamo bisogno di gente che sieda salda, che sorrida, che sappia camminare pacificamente. Abbiamo bisogno di gente così per salvarci. Tu sei quella persona, tutti siamo quella persona.
Thich Nhat Hanh
 
 
Il pane di tutti
"Non dobbiamo dimenticare i fratelli e le sorelle che in varie parti del mondo sono privi di beni essenziali come cibo, acqua, casa, assistenza sanitaria. Dinanzi a queste situazioni non sono sufficienti iniziative straordinarie, ma un impegno di giustizia richiede un autentico cambiamento dello stile vita nella società del benessere e un più equo governo delle risorse nei paesi ricchi e poveri. Gli squilibri alimentano il conflitto e minacciano le risorse della terra che sono da utilizzare per il bene di tutti. Cristo ci insegna a domandare il nostro pane e non ciascuno il suo, il che significa che i figli di uno stesso padre sono corresponsabili del pane di tutti perché ciascuno abbia di che vivere dignitosamente e possa ringraziare il Signore insieme con gli altri".
Giovanni Paolo II , Angelus del 11\11\2001
 
Karma collettivo
Il mondo di oggi non è più il mondo di una volta quando ciascun paese, ciascun gruppo di persone, poteva vivere separatamente.
Il nostro karma, oggi, si è unito, è diventato un karma collettivo.
Oggi, le azioni di un gruppo hanno influenza su un altro gruppo.
Dobbiamo scegliere se soffrire insieme, o essere felici insieme;
se vivere insieme o distruggerci insieme.
Thich Nhat Hanh e Daniel Berrigan Tratto da: “The Raft Is Not the Shore”
 
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