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L'acero lacero » Superare i momenti difficili

 

 

SUPERARE I MOMENTI DIFFICILI 

Nella vita di ogni persona arrivano momenti difficili, più difficili del normale anche per la gravità delle situazioni. In questi casi si prova un senso di annegamento, di soffocamento di urgenza nel prendere decisioni che ci schiacciano e ci fanno perdere la testa. In questi casi tendiamo a replicare d’istinto, forza contro forza, offesa contro offesa.
E’ il momento in cui salta fuori l’istinto di sopravvivenza, o a volte quello di difesa del proprio essere persona libera e autonoma, in cui viene messo in discussione il nostro diritto alla partecipazione attiva, all’essere noi stessi.
Le situazioni possono essere di durata immediata come la minaccia armata o di lungo periodo come una malattia propria o di una persona cara o un periodo di disoccupazione.
In questi casi, come sappiamo frequenti, bisogna che le persone sofferenti siano aiutate con vigore e interventi mirati.
 
Il primo tipo di intervento è ovviamente cercare di risolvere in concreto il suo problema. Per questo bisogna ricordarsi che la prima virtù è la generosità e che spesso non è decisivo un intervento economico, ma la concreta attivazione di una rete di conoscenze.
 
Il secondo tipo di intervento è aiutare la persona a passare un momento difficile in attesa che il problema si risolva o a volte col tempo si dissolva o si attenui. L’aiuto che si può dare è innanzitutto l’aiuto di un gruppo di amici benevolenti, con il quale la persona possa sfogare i propri sentimenti, la propria rabbia e d’altro canto avere comprensione e consigli da persone che si sono già trovate in quella situazione. Si può quindi offrire una parola di solidarietà e conforto, una amicizia nuova, un po’ di tempo da dedicare all’ascolto.
 
Un terzo aiuto è quello di trovare dei maestri di vita, che possono diventare i padri morali delle persone afflitte, posto che la giovinezza ci ha abituato a trovare in una persona esperta consiglio e indirizzo.
 
Un altro intervento è quello di aiutare le persone a essere più forti, ad affrontare le situazioni non passivamente ma attivamente e le pratiche meditative giuste possono essere di ausilio.
 
Infine aiutare a distogliere il sofferente dal pensiero fisso del pericolo, questo all’erta continuo che come la sirena di un antifurto continua a suonare anche quando è già stata sentita. In questo la pratica meditativa con l’utilizzo di mantra a ciò indirizzati, può essere di grande utilità.
 
Il problema della morte è quello più arduo. La fine della vita è la perdita di una persona sulla quale abbiamo fondato la nostra esistenza, che abbiamo amato e in virtù della quale abbiamo affrontato e amato la vita. Quando muore una persona cara muore ovviamente una parte di noi.
E’ in questi casi che si manifesta in maniera drammatica e acuta il contrasto tra verità razionale e verità emotiva. La verità razionale può anche dirci che nessuno muore mai, ma vive nei ricordi e nei sogni e soprattutto in ciò che ci ha dato con il suo amore o solo con la sua semplice presenza. Ma la verità emotiva non ci sta. E la sofferenza è acuta. Facciamoci allora aiutare allora dalle parole di un maestro:
 
Ho avuto una bellissima immagine, la forma di un’onda, il suo inizio e la sua fine. Quando le condizioni sono sufficienti, percepiamo l’onda e quando le condizioni non sono più sufficienti, non percepiamo l’onda. Le onde sono solo fatte d’acqua. Non possiamo definire l’onda come esistente o non esistente. Dopo quella che chiameremmo la morte dell’onda, nulla è finito, nulla si è perso. L’onda è stata assorbita in altre onde e, in qualche modo, il tempo riporterà ancora l’onda. Non c’è aumento, diminuzione, nascita o morte.
Quando stiamo morendo, se pensiamo che ogni altra persona è viva e noi siamo l’unica persona che muore, il nostro sentimento di solitudine può diventare insopportabile. Ma se siamo in grado di visualizzare le centinaia di migliaia di persone che stanno morendo insieme a noi, il nostro morire può diventare sereno e perfino gioioso.
“Sto morendo in comunità. Milioni di esseri viventi stanno morendo con me in questo stesso momento. Vedo me stesso con milioni di altri esseri viventi; noi tutti moriamo come un Sangha. Allo stesso tempo, milioni di persone stanno venendo alla vita. Noi tutti facciamo questo insieme. Sono nato, sto morendo. Partecipiamo a questo evento totale come un Sangha”.
Thich Nhat Hanh
 
L’energia di un vero Sangha
Il modo più facile per ognuno di praticare la consapevolezza, è di unirsi ad un Sangha. Quando ci uniamo a un Sangha, ci sosteniamo l’un l’altro nella pratica
e ciò che può sembrare difficile da fare a casa da soli, diventa naturale e piacevole insieme ai nostri amici di Dharma.
L’energia di un vero Sangha, un Sangha che ha accettazione, comprensione, compassione e amore, è abbastanza forte da sostenere e nutrire tutti i suoi membri e supportarli nella trasformazione della loro sofferenza in gioia, pace e compassione.
Avere un Maestro amorevole che sostiene il Sangha in questa importante opera di trasformazione è un dono raro e meraviglioso.
Thich Nhat Hanh
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