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L'acero lacero » Essere se stessi

 

 

ESSERE SE STESSI  

I geni delle persone sono diversi e marcano le attitudini, le propensioni, le abilità innate, le tendenze, il carattere. La vita è in buona parte indirizzata alla nascita, gli individui sono l’espressione del rispettivo genoma. Dal seme di grano nasce una pianta di grano. I geni segnano la personalità e le tendenze a ricoprire taluni ruoli nella vita. Ci sarà chi ha un atteggiamento accondiscendente, chi più rigido, chi sarà più timoroso o più spavaldo, chi tende a lavorare per se o a essere un leader. Ma quella è la vostra vita, e quello si deve essere. Nel bene e nel male, senza vergogna.
 
Per essere utili, per vivere bene la propria vita, essenziale è capire cosa la vita vuole da voi, in altre parole è capire cosa c’è scritto nei vostri geni, quali le vostre tendenze, le vostre qualità, i vostri ritmi biologici. Rispondere a questa domanda significa riuscire a incanalare correttamente il proprio ego, che esiste ed è insopprimibile. La vocazione naturale è ciò che si deve esprimere, la vita vuole da voi esattamente questo.
L’espressione dell’ego, sempre temperato tuttavia dalla consapevolezza e dalla benevolenza, dà soddisfazione e pienezza di vita. La mancata espressione dell’ego porta alla frustrazione e all’avvilimento. Ognuno si chieda: e da me la vita cosa vuole? Quali sono i miei veri istinti? Come riconoscerli? 
 
La risposta è: ma cosa ho voglia di fare?
L’analisi della voglia fa emergere il vostro istinto. La meditazione vi aiuta. Fermatevi. Adesso che siete fermi, che la mente è sgombra da tutto cosa avete voglia di fare davvero? Ma non il sogno di fare qualcosa derivato dai media o dalla educazione ricevuta, ma quello che sgorga spontaneamente dal vostro corpo. Abbandonatevi all’istinto, ai richiami del corpo. Lasciatevi andare alle voglie. Bisogna imparare a soddisfare le voglie.
Hai sonno? Dormi e quando ti sveglierai avrai le idee più chiare. Hai voglia di scrivere? scrivi. Vuoi giocare? Gioca. Lasciati andare a te stesso un po’ di tempo. Quanto? Quanto basta. Alla fine le cose si chiariranno e si capirà la vera natura e quale è la migliore strada per la vita. E ogni volta che arriva la crisi bisogna staccare e riverificare, altrimenti il senso di frustrazione vi assale e sembra di vivere una vita inutile.
 
La prima cosa è quindi verificare le proprie inclinazioni, ovvero le cose che si fanno con piacere e senza sforzo. Bisogna provare a elencarle: possono essere abilità o hobby. Esempio classico: se hai una mano felice, fai il pittore.
Bisogna provare poi a elencare le cose che riescono bene ma con più sforzo, evidenziando quindi quelle che proprio non riescono o che vengono realizzate con troppa fatica.
Elencare infine le cose che la vita vi ha insegnato di più e si sono incardinate nella vostra personalità e nel vostro modo di essere.
A questo punto con una bella riflessione e meditazione, che può durare tutto il tempo necessario, sarete in grado di capire se siete sulla giusta via o se nella vostra esistenza, per dare il meglio di voi stessi al mondo, c'è bisogno di cambiare qualcosa.
Ognuno deve capire quale è la sua strada, il compito che deve svolgere nella vita, il ruolo che è in fondo chiamato a svolgere. Quando si è a posto con se stessi e si è sulla propria strada, il resto viene da sé. Se non viene vuol dire che non si è sulla buona strada.
Alla base è la scoperta del proprio sé. Solo capendo le proprie vere inclinazioni la vita può essere l'espressione piena della personalità. E ogni azione conseguente dà gioia e riesce bene.
Bisogna sempre essere se stessi, bisogna essere veri. Non bisogna cercare di essere buoni, ma essere buoni e basta. Agite con la forza del cuore e dell'amore. Non parlate e non cercate di convincere gli altri, ma date un esempio sincero: gli altri si avvicineranno a voi. E ricordate che se non si è veri gli altri se ne accorgono, sempre.
 
La seconda è delineare un progetto di vita.
Il problema dell’uomo è che non sa leggere il significato delle sue azioni in un contesto più ampio: non sa inserirle in un progetto di vita, a volte in un sogno, diventandone protagonista.
 Alla fine, nulla di ciò che fa sembra degno di essere fatto, perciò ci sentiamo tanto frustrati e i nostri piccoli sogni, consumati in una solitudine angosciante, non fanno che alienare sempre più il nostro bisogno di partecipare.
Se c'è un progetto di vita, ogni azione può iscriversi a quel sogno, e anche la più modesta appare utile. Non è la quantità delle azioni che si compiono, nè la qualità ma l'intenzione da cui muove ogni azione e ogni pensiero o parola.
Tutta la attività quotidiana deve rapportarsi con principi che devono essere di guida e se si riesce a inquadrare la attività in una logica più ampia, tale logica giustifica la stessa esistenza dandole valori alti nella funzione che svolgiamo per la società.
Ovviamente un saggio progetto di vita deve necessariamente comprendere la previsione della morte la cui ineluttabilità non può non indirizzare la filosofia personale e non può non far risaltare l’importanza del rapporto con gli altri e in particolare con i giovani.
 
 
Il passo indietro di Dogen
Imparate quel passo indietro
che rivolge la vostra luce all'interno ed illumina voi stessi.
Allora, corpo e mente cadranno spontaneamente
e il vostro volto originale sarà manifesto.
Dogen
 
Rammarico
Quando diventiamo vecchi, non ci pentiamo tanto di ciò che abbiamo fatto,
bensì più spesso ci rammarichiamo di ciò che non abbiamo compiuto
per essere concretamente noi stessi
Maestro Zen
 
Energie impensabili
La coscienza di partecipare a un progetto di vita scatena nell'uomo energie impensabili e ogni attività inserita in tale progetto avrà possibilità di successo.
Da una pubblicazione dell’ARPA E.R.
 
Una piccola parte di Zen
La verità dello Zen, anche solo una piccola parte di essa,
è capace di trasformare una vita di azioni monotone e mediocri,
in una vita di abile arte,
piena di vera creatività interiore.
D.T. Suzuki
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