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L'acero lacero » L'essenza collettiva

 

 

L’ESSENZA COLLETTIVA

Dire che l’uomo è un semplice essere vivente è ancora un po’ ostico per un occidentale di oggi, forse il concetto più difficile da accettare  e condividere, soprattutto se sottolineiamo la sostanziale unità con gli altri uomini e con tutti gli altri esseri viventi.  Ma se pensiamo alle minime differenze tra il DNA della specie umana e quello delle altre scimmie ciò appare in tutta evidenza. L’occidentale ha una grande percezione della propria individualità e della fondamentale diversità tra le persone che appaiono assolutamente distinte tra loro, e soprattutto distinte dalle altre specie viventi e ad esse nettamente superiori.

Ciò è invece solo apparenza, frutto della comune percezione visiva e mentale, mentre la realtà è quella della inesistenza di un sé separato dagli altri e non solo dagli altri uomini ma anche dalle cose, dagli animali, dall’energia e da quanto esiste nell’Universo.

Gli altri quindi sono veramente “altri”? o non è piuttosto una errata prospettiva a farceli vedere così? E’ questa la prima forma di inquinamento della mente, quella che genera la maggior parte dei problemi personali e sociali e che va combattuta con una operazione di ECOLOGIA MENTALE.

Per ecologia mentale intendo una operazione di pulizia dalle nostre idee errate, quelle che l’educazione corrente e i martellanti messaggi sociali e in particolare pubblicitari ci inducono a ritenere valide e vincenti (egoismo, antropocentrismo, materialismo) e che ci distolgono e ci allontanano dall’unica cosa vera: essere noi stessi per quello che siamo.  E’ come se la nostra mente fosse un bosco, ma pieno di spazzatura. Bisogna ripulirlo, restituirlo alla sua vera natura e coltivarlo affinché gli alberi che lo compongono crescano alti e forti. Ma attenzione: è il nostro bosco, quello che riflette ciò che siamo, e che per vivere sano ha bisogno di aria pura, acque pulite e piena sintonia con l’ambiente circostante e con gli altri boschi vicini.

Quando si è in contatto con se  stessi, si è di conseguenza in contatto con l’essenza stessa del mondo intero.

Non esiste quindi  una anima trascendente, ma  una vera essenza, quella che deriva dalla corretta applicazione dei contenuti del nostro DNA.

Vedremo oltre che questo assunto è fondamentale per i riflessi che ha sull’atteggiamento individuale nei confronti della propria vita. Se assumerete questa visione dell’esistenza come base per la vostra vita, questa infatti cambierà. In meglio.

L’interdipendenza tra tutte le cose (uomini, natura) è un concetto antichissimo ma di straordinaria modernità. E' il concetto più vicino a quello della relatività di Einstein.

Tutto è interdipendente. L'uomo è parte di un tutto costituito dagli altri uomini, dalle cose, dalle piante, dagli animali, dall’Universo.

Ogni vivente (ogni essere senziente), ma chi conosce il mondo vegetale sa che questo vale anche per le piante, è  un insieme  di elementi che eredita geneticamente, acquisisce  tramite processi educativi o trae dal contesto in cui vive, dalle proprie esperienze.

Ognuno è determinato da vite precedenti ma parimenti determina le successive. Ognuno è in ogni momento influenzato e modificato da ciò che gli succede e di converso ogni sua azione modifica la realtà circostante.

L’uomo non esiste quindi come elemento individuale ma come momento di una collettività totale.

Siamo immersi in  un unicum di cui fanno parte tutte le espressioni della vita e soprattutto gli altri uomini:  pensare in maniera diversa è pensare in  base alla mentalità dualista, che ritiene esservi un sé diverso dagli altri. Questa  è  la principale forma di ignoranza.

Bisogna sempre spostare la visione e la chiave interpretativa della realtà dall'uomo alla vita nel suo complesso, differenziandosi da una visione antropocentrica, filosofia già minata da Keplero e Galileo. La visione è quindi una prospettiva OLISTICA, dove tutti gli elementi fanno parte di una grande mescolanza, di un grande brulicare di vita, di una grande foto di famiglia  e dove ogni singolo elemento ha bisogno degli altri per continuare a esistere.

Per quanto riguarda il rapporto con gli altri  quindi, bisogna ricordare  che la vita è il nostro bene più prezioso e che si deve considerare quella degli altri come ugualmente  importante e preziosa.

 

Il sé illusorio

.. il sé che ognuno di noi pensa di avere dentro di sé non ha alcun fondamento. Non è niente più che una fantasia. Tutte le nostre sofferenze e paure esistono solo a causa della passiva accettazione di questo sé illusorio, proiettato dall'ego. Siccome questo sé appare come esistente in modo concreto sembra essere coinvolto in esperienze di guadagno e di perdita e dal susseguente sentimento di depressione e di esaltazione.... 

La concezione errata dell'ego .. fa sottovalutare le nostre potenzialità creando un sentimento di insicurezza e un bisogno di stare sulla difensiva.

Un monaco buddhista

 

L'uomo è come una goccia d'acqua ..

Suzuki Roshi  (grande maestro zen) aveva visto delle enormi cascate in America e aveva intuito di fronte a quello scenario l'incessante scorrere della vita e della morte. Nella cascata l'acqua si divide in numerose goccioline, che poi si riuniscono al termine della caduta. Allo stesso modo l'universo si divide in esistenze separate la cui vita è paragonabile a quello della goccia d'acqua. Così si ha paura della vita, vista come una caduta verso la morte, l'ignoto che ci attende alla fine del percorso. Abbiamo paura di perdere quella esistenza separata che in realtà non esiste e perciò rifiutiamo l'inarrestabile flusso dell'esistenza. Accorgerci di questo nostro errore e smettere di resistere conduce alla fine della sofferenza.

 

Il concetto dualista

Io oltre ad essere un monaco buddhista, mi considero un normale essere umano che vive su questo pianeta e la mia felicità dipende anche dal benessere di tutti gli altri esseri umani. Se questo pianeta sarà un posto piacevole per viverci, tutti ne beneficeranno e allora anch'io ne potrò godere.

Il concetto dualista di noi e loro non ha senso, perché la mia prosperità è legata a quella di tutti gli altri in un rapporto di reciproca interdipendenza. Per godere dei nostri interessi bisogna far sì che anche gli altrui siano garantiti.

Dalai Lama

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