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L'acero lacero » Il corpo della veritÓ

  

IL CORPO DELLA VERITA’  

Se ripercorriamo la storia del nostro pianeta, sappiamo che è stato per milioni di anni costituito da sostanze inorganiche. Sappiamo che alcune molecole semplici si sono associate per costituire molecole sempre più complesse che ad un certo punto hanno cominciato a riprodurre se stesse.

In quel momento è scoccata la scintilla della vita. Se quelle molecole  non avessero avuto in sé l’ istinto di riprodursi, la vita non sarebbe mai nata.

Ma una volta sbocciata, la vita, per continuare a esistere, doveva avere alcune fondamentali forti tendenze, che potremmo chiamare le strategie della vita, che sono alla base di ogni esistenza vegetale, animale, umana.

La prima strategia di sopravvivenza della vita è la sua fine.  Questo è una decisiva riflessione che dobbiamo comprendere ed è la fonte di tutte le nostre esistenze. Immaginiamo una unica vita eterna. Immaginiamo il primo batterio che si è costituito. Dotato di potenziale  immortalità, quale istinto, quale stimolo, quale interesse avrebbe avuto per moltiplicarsi, per trasformarsi, per adattarsi alle diverse situazioni che avrebbero potuto nuocergli. La permanenza è stagnazione, fissazione, prevedibilità, esasperazione dei limiti. L’impermanenza è novità, adattamento, cambiamento positivo. L’impermanenza è una delle strategie della vita.

La strategia della impermanenza si correla con tutte le altre strategie. La più evidente è: visto che sei mortale, riproduciti, e trasferisci ad altri esseri la vita, in modo che la vita stessa continui. La ricombinazione genetica dà vantaggi rispetto alla permanenza. L’amore per i figli e la preoccupazione per il futuro sono  strategie della vita.

Difenditi quindi dai pericoli, in modo che la vita sia salvaguardata e adattati alle diverse situazioni, anche modificando te stesso, perché non è tanto importante chi tu sia ma che la vita vada avanti.

Avvaliti di un rapporto collaborativo e positivo con gli altri esseri. La cooperazione va vista quindi come strategia della vita.

Ma anche l’individualità è una  strategia dalla vita: dai il meglio di te, fai emergere le tue positività, mettiti in gioco, vivi intensamente, dai alla vita il tuo apporto, perché proprio il tuo contributo è sempre importante per difendere l’esistenza. Anche la tendenza alla costruzione, alla attività è una strategia della vita.

Il comportamento umano e anche animale oscilla sempre tra l’individualismo e la socialità. Questa non è una contraddizione. Anzi favorisce un miglior sviluppo della specie e costituisce un vantaggio. Nessuno vorrebbe essere il capo di una popolazione affamata, che abita in un ambiente ostile, sempre in ribellione e in guerra. Molto meglio essere protagonisti in una società senza problemi economici, in pace e in un ambiente meraviglioso. Individualismo e socialità devono quindi camminare di pari passo. E’ la soluzione più vantaggiosa proprio per il singolo individuo.

Con queste strategie la vita si è sviluppata e differenziata, dalle prime molecole complesse alla cellula, dalla cellula agli organismi pluricellulari, da un lato fino alle felci e alle piante vascolari, dall’altra agli invertebrati, ai pesci, agli anfibi, ai rettili, ai mammiferi alle scimmie, all’uomo. In tutti questi passaggi o meglio trasformazioni di sé la vita ha mantenuto inalterati i principi della propria esistenza, inalterabili perché senza questi non ci sarebbe vita.

Come pensare che la specie homo sapiens sia qualcosa di diverso da tutto questo? Come pensare che l’uomo non abbia in sé tutto il passato? E dove lo ha? L’uomo ha il suo passato e la sua storia in ogni cellula del suo corpo, nel DNA. E’ lì che sta la sua storia,  ma anche, come vedremo, il suo presente e il segreto per vivere bene la vita.

L'Universo, la Vita, sono una unica grande e totale entità della quale ogni cosa fa parte. Siamo tutti immersi nella unica sostanza che e’ l’Universo conosciuto e sconosciuto e lo costituiamo, come le stelle il cielo, come le briciole il pane. Non c’è diversità tra le singole persone e tra le persone e gli animali e tutto ciò che li circonda. Tutti gli elementi che appaiono singoli interagiscono tra loro e sono ugualmente importanti, sono fratelli, amici, amanti, genitori e figli in un continuo che abbraccia il presente e che si estende nel passato e nel futuro.

Possiamo chiamare questa unica entità Corpo della verità (nel buddhismo Dharmakaya) o  semplicemente  vita oppure, come piace a molti, amore universale.
 

La teoria dell’esistenza dell’uomo può essere sotto gli occhi di tutti: l’uomo è semplicemente  vita, parte di un flusso continuo dove noi ci troviamo, per una breve frazione di tempo, vivendo in un  fiume lento, secondo un codice che si è generato con la prima cellula e che ci dice: porta avanti la vita e non solo la tua vita o la vita della tua specie ma  la vita.

L’uomo, ogni singolo uomo, è semplicemente un elemento della infinita catena della vita che vive in  un unicum  che fluisce nel tempo.

 

Illusione ottica

"Un essere umano è parte di un tutto che chiamiamo "universo", una parte limitata nel tempo e nello spazio. Egli ha esperienza di sé stesso, dei suoi pensieri e sensazioni, come di qualcosa di separato dal resto…una sorta di illusione ottica della coscienza.

Questa illusione è, per noi, come una prigione che ci limita nei nostri desideri personali e negli affetti per poche persone più vicine a noi. Il nostro compito deve essere di liberarci da questa prigione, estendendo la nostra compassione come una sfera che abbraccia tutte le creature viventi e l'intera natura nella sua bellezza".   

Albert Einstein

 

Illusi

Gli esseri senzienti illusi non sanno che i loro corpi fisici, insieme con le montagne, i fiumi, lo spazio e l'intero universo esterno ad essi, sono tutte cose comprese all'interno della meravigliosa vera mente illuminata.

Il Buddha nel Shurangama Sutra

 

La vita individuale

.. la vita individuale non è un dono di Dio, è caso, un accadimento nel divenire dell'Universo che mosso da inevitabile impulso muta all'infinito. Nessun argomento potrà mai giustificare la tremenda contraddizione della morte, la caducità della persona nel tempo, la vana illimitatezza della mente, inutilmente sovrana del passato e del futuro, rinchiusa nella labilità del corpo che già nascendo porta in sé i segni del disfacimento e della morte. Non esce da questa contraddizione tremenda chi non trascenda la persona umana e rinunci alla disperata speranza della personale sopravvivenza e consideri la vita individuale come onda breve suscitata dal gioco del vento sulla superficie del mare. Appena l'attaccamento all'io ci lascia, la vita non è più l'effimero tempo che corre, per me soltanto, dalla culla alla bara, ma la vita cosmica di tutte le creature e le cose che furono e saranno. Perde allora il suo terrore la morte ed appare il suo vero significato, come momento necessario di una dialettica, attraverso la quale si svolge e si attua l'indefinita mutazione delle cose.

Giuseppe Tucci

 

Origine condizionata.

Questo corpo non è tuo, né appartiene ad altri. Dovrebbe essere visto come il prodotto dell'intera storia. Perciò il saggio rifletterà sulla natura dell'origine condizionata, e dirà:

"Se questo viene ad essere, quello sarà; se questo non viene ad essere, quello non sarà."

Samyutta Nikaya

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