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L'INTERVISTA  

PERCHE’ QUESTO LIBRO?
Questo è soprattutto un libro - medicina, fatto per chi soffre. Questo libro non è fatto per chi sta bene, è soddisfatto della propria esistenza e non si pone problemi di tipo esistenziale. E’ fatto invece per chi si sente infelice, in ansia, in stato di insoddisfazione, in confusione esistenziale e si chiede se sta conducendo una buona vita o come fare per migliorarla.

A queste persone cerco di dare risposte attraverso un percorso che coniuga scienza e zen, pensiero occidentale e orientale, seguendo comunque l’idea base del Buddha, che si giunge alla diminuzione della sofferenza attraverso la visione chiara della realtà, l’accettazione di sé e del mondo, un cammino positivo.

PERCHE’ L’ACERO LACERO?
L’acero lacero esiste davvero ed è proprio l’albero della copertina. Mi sono trovato in un momento di crisi e mi sono gettato a pulire un piccolo appezzamento di terreno che avevo acquistato. Nel pulirlo ho trovato sotto le piante infestanti un acero rovinato, schiacciato, lacero e l’ho erto a simbolo di una rinascita e del fatto che dalle crisi si può sempre uscire.

QUALE LA RICETTA?
E’ una ricetta a più stadi. Il primo è la piena consapevolezza di alcune questioni che ognuno può vedere con i propri occhi, se solo decide di tenerli aperti. E non sono problemi da filosofi, tutti possono comprenderli.

 

CONSAPEVOLEZZA DI COSA?
Innanzitutto della realtà e delle regole del mondo e della nostra esistenza, della natura umana e della specificità personale
,  Se riusciamo a vedere il mondo in maniera distaccata non possiamo non percepire come sia assimilabile a un grande fiume lento che scorre verso una meta indefinita. Nel fiume tutto è legato e interconnesso, acqua, vita vegetale, vita animale, secondo il principio dell’Interdipendenza, e nulla sta fermo e stabile, secondo il principio dell’Impermanenza.
La natura umana non è dissimile dalla natura animale, con i suoi istinti e i suoi bisogni primordiali, come la voglia di sicurezza, di affermazione personale, di essere partecipi del processo sociale, e il dare continuità a se stessi attraverso il benessere delle generazioni che seguiranno.

Ogni persona è poi diversa da tutte le altre ed è il risultato per esempio della storia familiare, dell’educazione ricevuta, del contesto sociale in cui opera.

In tutto questo bisogna anche aver chiara la natura della nostra mente, con l’essenza vuota dei pensieri, sempre volti ad un fine utilitaristico, e sempre in lotta tra razionalità e istinto.

IL SECONDO STADIO?
La strada è accettare il mondo, accettarsi, e agire.

Bisogna innanzitutto essere se stessi, liberare la propria natura come scritta nel DNA, dare espressione alle personali capacità e al talento individuale, perché tutti abbiamo un talento, basta vederlo.

Bisogna percorrere quindi una vita piena, con amore e trasporto, vivendo ogni giorno come se fosse l’ultimo.
E bisogna fare, essere costruttori, sul lavoro, in famiglia in campo sociale e della solidarietà e del pensiero. Ogni attività va bene, ogni attività soddisfa il bisogno di realizzare.
Nel liberare se stessi, bisogna però non trascurare mai il contatto con se stessi, con il corpo, il binomio del body-mind.

Vedere sempre gli altri con comprensione, benevolenza, compassione è vivere con coerenza la natura unitaria delle cose, che è molto più che essere fratelli ma la consapevolezza di essere rami dello stesso albero, denti dello stesso pettine. E quello che vale nel rapporto con gli altri esseri umani vale altresì con la natura dalla quale l’uomo urbanizzato si sta drammaticamente allontanando.

Il segreto è allora essere saggi e distaccati, vedere il mondo dall’alto e godersi pienamente le cose semplici e belle che la vita ci può dare, come una mareggiata o il brillio delle lucciole in una notte scura di giugno.

  

MA IN CONCRETO DOVE INDIRIZZARE LA NOSTRA ATTIVITA’?

Esistono infinite occasioni di vivere profondamente la vita e in modo utile. Penso al lavoro, da vivere in modo pieno e consapevole. Alla famiglia e all’educazione dei figli o comunque dei giovani, missione primaria di ogni essere vivente.
Penso poi alla riduzione delle disuguaglianze sociali e soprattutto alla tutela dell’ambiente e in particolare della natura e della naturalità.

 

ESISTONO STRUMENTI CHE POSSONO AIUTARE NEL CAMMINO?
Il corpo non va mai dimenticato. Ha bisogni reali, vive con la mente in stretta connessione, se è sano, come dicevano i latini, è sana anche la mente. E come il corpo va mantenuto attivo, anche la mente non deve mai fermarsi e in un mondo in continua evoluzione è opportuno cercare di imparare sempre, stare al passo.

Infine esiste la Meditazione. E’ una tecnica antichissima di origine orientale, che attraverso il conseguimento della assenza di pensieri consente di conseguire una visione chiara delle cose, uno stato di serenità e di benessere.

NEL LIBRO CONO PRESENTI MOLTE CITAZIONI
Ho infatti cercato dei TESTIMONIAL di eccezione, che spiegassero meglio e dessero forza alle affermazioni contenute nel libro. Tra questi:

Maestri del pensiero orientale (Buddha, Dalai Lama, Tich nat han)

Maestri del pensiero occidentale antico (Plotino, Eraclito, Lucrezio)

Maestri del pensiero occidentale moderno (Einstein, Marx, papa Giovanni Paolo II)

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