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Decrescita » Etica dello sviluppo

 

CRESCITA E DECRESCITA: ETICA DELLO SVILUPPO
 

Relazione di Enzo Parisi. all’incontro del Gruppo “Con Dio e senza Dio” del 14 maggio 2009 a Genova, Palazzo Ducale.

 

Definizioni 

Crescita: la filosofia e la dottrina economica e politica imperante negli ultimi 2 secoli nel mondo occidentale : materialista, produttivista, economicista, antropocentrista, consumista

De crescita : un termine simbolico che vuole sgonfiare il mito della crescita, del PIL, per rappresentare i pericoli che la crescita fa correre all’umanità e al pianeta e proporre un diverso modo di gestire l’economia e un diverso modo di  vivere in una diversa società

Etica   sono i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di distinguere i comportamenti umani in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati. Ma l'etica si occupa anche della determinazione di quello che può essere definito come il senso, talvolta indicato con il maiuscolo Il Senso dell'esistere umano, il significato profondo etico-esistenziale (eventuale) della vita del singolo e del cosmo che lo include.

Sviluppo: diamo al termine sviluppo una connotazione non solo economicista ma più attinente alla persona nella sua dimensione non solo economica ma anche culturale e relazionale sociale
 

Io sono  un convinto assertore della necessità di decrescere

PERCHE’ DECRESCERE ?

Dove ci ha portato la crescita? La crescita economica selvaggia, senza regole, all’economia padrona persino degli stati nazionali, e all’obiettivo della crescita continua come paradigma dell’economia  la responsabilità di aver creato la situazione che stiamo vivendo: Questa opinione peraltro sta diventando maggioritaria nel mondo.  

ANALISI AMBIENTALE.  L’analisi che ormai tutti fanno è che la crescita e lo sviluppo per come si sono intesi finora, con il consumismo al centro del sistema economico ha portato a importanti problemi

  • Esaurimento delle fonti di energia e delle risorse del suolo
  • Un mondo inquinato (non solo terra ma acque dolci mari e oceani)
  • L’effetto serra
  • Più rifiuti e problemi connessi con la loro gestione
  • Perdita della biodiversità
  • 4 indicatori prioritari: l’impronta ecologica 2,2 versus 1,8 quindi con un consumo di risorse superiore alla capacità di rigenerazione, l’aumento di CO2 in atmosfera 385 ppm, da 277 ppm ai tempi della rivoluzione industriale, la riduzione della biodiversità 1686 specie monitorate – 30% dal 1970 al 2005, il livello di inquinamento delle matrici ambientali (acque, mari, suolo, aria)

 
ANALISI ECONOMICO SOCIALE.   Ci troviamo inun mondo che è caratterizzato da:

  • Ingiustizia, Aumento della depredazione dei paesi poveri Inaccettabile lo squilibrio mondiale, la concentrazione di risorse in mano di pochi (l’1 % della popolazione detiene il 50 % del PIL mondiale), la povertà assoluta di miliardi di persone, 35.000 bambini che muoiono di povertà ogni giorno
  • Squilibrio nella distribuzione delle risorse all’interno delle singole nazioni
  • Inquinamento delle coscienze (valore esasperato al benessere, perdita dei valori spirituali e di solidarietà),
  • Inquinamento del lavoro (competitività esasperata, mito del lavoro)
  • Inquinamento della politica (arrivismo, individualismo, peso preponderante dell’economia)

 
LA CRISI ECONOMICA ATTUALE  è figlia della dottrina e dell’etica della crescita economica sfrenata
Il Sistema bancario mondiale,  invece di selezionare buoni impieghi, le banche si sono messe a giocare alla roulette, scommettendo sull'aumento dei prezzi delle azioni e delle case, oppure prestando in misura imprudente a privati che scommettevano allo stesso modo senza margini adeguati di capitale. Non può stupire che, appena i prezzi azionari e delle case hanno accennato a flettere, i depositanti spaventati hanno cercato di ritirare i propri depositi, avviando la crisi bancaria. (sole24ore 12 5 09)

Il 2008 è stato anche l’anno della bolla speculativa su petrolio e generi alimentari 

Da tutto questo deriva la necessita’ di un cambiamento forte, non un accomodamento, e lo strumento principale per cambiare una società fondata sulla crescita e’ FERMARE LA CRESCITA 

Perché quindi fermare la crescita?  

  • Perchè solo fermando la crescita cambiamo il sistema economico su cui si regge e che provoca l’attuale situazione.
  • Perché la migliore tutela dell’ambiente è consumare di meno
  • Perché non ci sono alternative  Come osservava oltre dieci anni fa A. Langer: «Ci troviamo al bivio tra due scelte alternative:: tentare di perfezionare e prolungare la via della sviluppo, cercando di fronteggiare con più raffinate tecniche di dominio della natura e degli uomini le contraddizioni sempre più gravi che emergono (basti pensare all’attuale scontro sul petrolio)  o invece tentare di congedarci  dalla corsa verso il ‘più grande, più alto, più forte, più veloce’ chiamata sviluppo per rielaborare gli elementi di una civiltà più ‘moderata’ (più frugale, forse, più semplice, meno avida) e più tollerante nel suo impatto verso la natura, verso i settori poveri dell’umanità, verso le future generazioni e verso la stessa ‘biodiversità’ (anche culturale) degli esseri viventi.»   E sempre Langer osservava che quest’ultima è un’utopia ‘concreta’, mentre la crescita illimitata, basata sul ‘sempre più veloce e sempre più grande’, e una pericolosa illusione, comunque irrealizzabile.
  • Perché solo fermando l’attuale crescita si può ripartire su basi diverse. La decrescita è la premessa di un lavoro più profondo è la pars destruens che precede, presuppone e prepara una pars construens, un nuovo progetto culturale che abbia capacità di futuro. Credo che la decrescita possa fornire il riferimento culturale complessivo di cui c’è bisogno per compiere questo passaggio.. Ma non è la meta. La meta è un nuovo Rinascimento in cui tutte le nostre conoscenze, il nostro sapere e il nostro saper fare vengono messi a servizio della vita, non di un obbiettivo economico fine a se stesso che subordina e sacrifica la vita alla sua realizzazione.  (Maurizio Pallante) 

Quindi   la decrescita e’ lo strumento per  una strada alternativa  che vuole sostituire l’attuale modello di sviluppo, altamente impattante e che si scontra con i limiti fisici e biologici del pianeta e fondato sulla crescita del consumo, con un modello di vita (non di sviluppo) che sia una cosa diversa.

  • che sia più sostenibile nel tempo,
  • in cui le attività umane sappiano inserirsi nei complessi e delicati equilibri presenti nell’ambiente naturale, senza distruggerli, senza trasformare le risorse in rifiuti, senza ridurre la biodiversità degli organismi viventi.  ecocentrismo
  • con al centro l’aumento dello stato di benessere individuale vero, che non è legato al possesso di beni, (è vero che i poveri sono infelici ma anche i ricchi piangono e i soldi non danno la felicità)
  • la crescita delle migliori qualità dell’uomo che sono quelle culturali e spirituali e non quelle di acquirente al supermarket
  • Un mondo con maggiore giustizia sociale, pacifico, sereno e allegro. 

E’ questo il significato del termine FELICE posto accanto a decrescita. Destrutturare un sistema per costruirne uno migliore.

Una società dell’equilibrio  Un società fondata su un “diverso paradigma culturale che sia in grado di riorganizzare le relazioni della specie umana con l’ecosistema terrestre”

Una società umana in equilibrio col pianeta in generale con il sacro rispetto degli ecosistemi e della diversità biologica

Ove le popolazioni sono in equilibrio con le risorse del proprio territorio.

Formate da persone che sono in equilibrio con gli altri

Formate da persone che sono in equilibrio soprattutto con se stesse.

Una società formata da persone che sono CONSAPEVOLI, libere e partecipative. Persone che conoscano i meccanismi della sopravvivenza, la biologia e l’economia, materie in cui i Italia c’è ua ignoranza assoluta che rende le persone vittime di un potere occulto che le domina e le rovina. Altro che democrazia! 

Un ambiente  sano, piacevole, pulito. Dove andiamo in vacanza? Nessuno di noi va nel centro di Milano o di Torino. Cerchiamo quasi tutti un luogo appartato, con poche case, tranquillo in montagna o al mare, molti in un convento.

Una società più naturale, più vera, meno virtuale. Che riprenda il contatto con la terra.
Che destrutturi le città, i grattacieli. Che guardi all’economia e non alla finanza. Che vieti il gioco in borsa.

Questo significa non una società che guarda al passato, perché il passato non è mai stato così, ma una società più evoluta, sviluppata e cresciuta

 

ASPETTI ETICI

BISOGNA PASSARE DA UN’ETICA DELLA CRESCITA ECONOMICA SELVAGGIA A UN’ETICA DELL’ARMONIA, DELL’AMBIENTE DELLA GIUSTIZIA DELLA CONSAPEVOLEZZA

QUALI sono i PRINCIPI devono avere le POLITICHE per andare nel senso voluto ?

  • PIU’  GOVERNANCE     Che eserciti la Governance Le scelte fondamentali non possono essere lasciate al libero mercato. Promuovere e accettare un mega accordo internazionale su una nuova etica sociale e una nuova economia.     La politica riprenda il suo ruolo guida. (vedi il G 20). Questo ci vuole per Contrastare e combattere il capitalismo internazionale selvaggio e degradato ove per degradato sta senza un ordine morale, sostituendolo con una economia abbia una etica, una logica e che accetti il concetto di limite.
  • Rivedere il mito della globalizzazione \ spingere per il localismo    Accorciare le distanze tra produzione e consumo, sia in termini fisici che umani.
    Ricollocare il più possibile l’economia nel territorio in cui si vive. Chiedersi sempre quanta strada ha fatto ciò che si sta consumando e chi lo ha prodotto.

Fare acquisti direttamente dal produttore oppure creare o entrare a far parte di un Gruppo d’Acquisto Solidale (GAS) per:minimizzare i chilometri percorsi dai beni nel loro viaggio tra luogo di produzione e luogo di consumo (le scarpe); stabilire rapporti umani di amicizia e fiducia con chi produce.

La globalizzazione non è in sé negativa ma è da combattere se intesa come pensiero unico mercantilista, come ricerca del massimo guadagno senza limiti etici, come depredazione delle risorse dei paesi poveri, come nuova forma di colonialismo.

  • Stimolare l’autoproduzione alimentare e energetica
    Sostituire il più possibile le merci (prodotte per essere vendute) con beni autoprodotti, riportando il mercato alle sue dimensioni fisiologiche, naturali.
    Autoprodurre il più possibile: beni alimentari (ad es. ORTO, cinghiali permettedo, yogurt, pane, dolci, liquori, conserve alimentari…); altri beni (ad es. capi di vestiario, mobili… ) Energia
    I vantaggi dell’autoproduzione rispetto all’acquisto di merci sono  in termini di maggiore qualità dei beni utilizzati (assenza di additivi chimici e processi finalizzati all’incremento della produzione e alla riduzione dei costi a scapito della qualità), minore impatto ambientale (meno energia e trasporti, meno imballaggi e rifiuti, più recupero e riciclaggio), conservazione e trasmissione del saper fare, creazione di momenti di nuova socialità.                   Più democrazia nella gestione delle risorse non oligopoli, più controllo sociale delle risorse economiche         Perché autoproduzione e localismo? Perché sono le uniche armi che abbiamo a disposizione contro il capitalismo internazionale ! E’ la produzione dal basso l’arma l’unica arma possibile per rivoluzionare in maniera dolce l’economia che violenta e degrada la Terra.
  • Più giustizia  verso il terzo mondo. I paesi del terzo mondo hanno subito 3 periodi vessatori. La schiavitù, il colonialismo politico, il colonialismo economico, con produzione di beni a basso prezzo da esportare verso i paesi ricchi pagando niente i lavoratori, e ora l’immigrazione, per poter pagare niente o poco la componente lavoro (nero) del costo dei prodotti. E non pagare tasse e contributi.
  • Incoraggiare lo Sviluppo solo tecnologie virtuose      Riduzione per unità di prodotto di materie prime, energia, rifiuti.  Adottare tecnologie che riducono il consumo di risorse naturali preferendo l’innovazione volta al risparmio invece che quella rivolta all’incremento dei consumi.
  • Politiche per Il rovesciamento dell’andamento di 4 indicatori prioritari: l’impronta ecologica 2,2 versus 1,8 , l’aumento di CO2 in atmosfera 385 ppm, la riduzione della biodiversità 1686 specie monitorate – 30% dal 1970 al 2005 - il livello di inquinamento delle matrici ambientali (acque, mari, suolo, aria)
  • Affrontare La soluzione del problema demografico e il problema dell’immigrazione.
  • Favorire il Recupero dell’approccio etico: recupero di le religioni e le filosofie, con Uno spostamento dell’asse dell’approccio ai rapporti economici tra le persone dalla competitività alla cooperazione  e il Rispetto delle diversità culturali \ monocultura \ relativismo. LAICITA’. Non c’è contraddizione. Il gruppo con Dio e senza DIO opera un confronto sereno, piacevole, costruttivo perché c’è sempre da imparare dagli altri. Si al raddoppio delle ore di religione nelle scuole ma a condizione che si elimini il monopolio cattolico.
  • Conquista di una consapevolezza diffusa, alla cultura più alta, alla capacità da parte di più persone di analizzare e capire i fenomeni economici e sociali. Cambiare la scuola: più seria e autorevole.
  • Dare corpo a un patto tra generazioni : non trasferire alle nuove generazioni un mondo inquinato, impoverito di risorse, indebitato verso i vecchi, schiacciato dall’oligopolismo economico e finanziario.

.

COME CITTADINI   La nostra possibilità è di agire dal basso

Sposare la SOBRIETA è La parola d’ordine. 

  • Sobrietà è anche giustizia perché una riduzione dell’eccesso di risorse a disposizione di alcuni mette a disposizione risorse per altri.” (Tettamanzi)    -   Attenzione agli sprechi
  • Rivedere la logica di acquisto e consumo,  dare fiato al localismo.  Riflessione sui bisogni: non ci sono forse troppi bisogni inutili, indotti da una pubblicità più che ingannevole?

 

Esercitare le BUONE PRATICHE (fare, incoraggiare, SCEC, difesa della natura, raccolta differenziata, risparmio energetico, stile di vita sobrio):

  • Comprare merci di lunga durata, anziché come oggi programmate per pochi anni (o mesi, a seconda del genere);
  • riscaldare e refrigerare gli interni molto meno di quanto oggi assurdamente si faccia, anche con conseguenze negative sulla salute (tanto buon Pil in più?);
  • richiedere di eliminare gran parte degli imballaggi e contenitori di ogni oggetto in vendita;
  •  Aiutare a programmare la “filiera corta”, cioè la messa in commercio di prodotti (soprattutto commestibili) provenienti da località vicine, così da ridurre i trasporti.

 

Agire con CONSAPEVOLEZZA

  • Ricostruire le conoscenze distrutte dalla parcellizzazione delle competenze (io non so far funzionare la lavatrice)
  • Rispetto delle diversità culturali \ monocultura \ relativismo. LAICITA’
  • UNA VITA PIÙ NATURALE   Fermarsi a contemplare la Natura, Riscoprire il ciclo delle stagioni ed il rapporto con la terra.  Riscoprire il gusto di aspettare la stagione giusta per assaporare i frutti della terra nel momento in cui sono più saporiti e nutrienti.
  • Ripensare l’uso del Tempo per i rapporti con i figli che vogliono affetto e non soldi
  • Conquistare, una cultura più alta, la capacità di analizzare e capire i fenomeni biologici economici e sociali. Aiutare la scuola a cambiare senza difendere troppo i figli
  • Praticare la solidarietà, e anche la logica del dono
  • rivedere il rapporto individuale col lavoro
  • Ritrovare la spiritualità negata dal materialismo (gruppi filosofici, culturali, religiosi..)

 

 

Riscoprire l’IMPEGNO

  • AZIONE, pensando non si può star fermi, e che i cambiamenti o si fanno o si subiscono.  Ci vuole una spinta dal basso.
  • Portare avanti   Istanze (energie rinnovabili ….), Battaglie (gronda, Acquasola…)
  • Ritorno alla politica, alla filosofia, alla cultura, rivedendo gli attuali modelli tipo grande fratello
  • Associarsi fare gruppo (associazioni movimenti MDF)  

 

E’ UTOPIA?

Il nostro impegno può servire a qualcosa?  Uno sguardo al recente passato dimostra che almeno parzialmente le iniziative ecologiste hanno finora pagato, per esempio:

  • Più persone partecipano alla raccolta differenziata,
  • Più persone sono attive nella difesa dei parchi, del territorio, della qualità urbana
  • Vengono agevolate con finanziamenti da parte delle Pubbliche amministrazioni le energie rinnovabili,
  • Viene eseguita sulle opere più importanti la Valutazione di impatto
  • Le imprese fanno delle performance ecologiche dei loro prodotti (auto in testa) un punto di forza della loro competitività

 

MOLTA STRADA DEVE ESSERE ANCORA FATTA ma + la crisi si aggrava, + la gente si rende conto. L’importate è essere sul giusto sentiero e esserci con le scarpe buone. E come sanno i camminatori è percorrendo e ripercorrendo un sentiero che lo tiene vivo e lo si allarga..

 

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