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Decrescita felice » MDF Genova » Appunti per la decrescita felice

 

Appunti per la decrescita felice

A cura di Enzo Parisi

 

Cos’è la decrescita felice?

E quali sono gli obiettivi generali del movimento

Per rispondere bisogna partire da una analisi della realtà.

Analisi ambientale

L’analisi che ormai tutti fanno è che la crescita e lo sviluppo per come si sono intesi finora, con il consumismo al centro del sistema economico ha portato a importanti problemi

  • Esaurimento delle fonti di energia e delle risorse del suolo
  • Un mondo inquinato (non solo terra ma acque dolci mari e oceani)
  • L’effetto serra
  • Più rifiuti e problemi connessi con la loro gestione
  • Perdita della biodiversità
  • Problemi alla salute umana

Analisi economico politica

Il movimento attribuisce alla crescita economica selvaggia, senza regole, all’economia padrona persino degli stati nazionali, e all’obiettivo della crescita continua come paradigma dell’economia  la responsabilità di aver creato la situazione che stiamo vivendo:

Questa opinione peraltro sta diventando maggioritaria nel mondo. Un modo che è caratterizzato da:

  • Ingiustizia, Aumento della depredazione dei paesi poveri
  • Squilibrio nella distribuzione delle risorse all’interno delle singole nazioni
  • Inquinamento delle coscienze (valore esasperato al benessere, perdita dei valori spirituali e di solidarietà),
  • Inquinamento del lavoro (competitività esasperata, mito del lavoro)
  • Inquinamento della politica (arrivismo, individualismo, peso preponderante dell’economia)
  • Attuale grave crisi finanziaria

 

Esistono 3 categorie di pensiero:

  • quella degli Sviluppisti ad oltranza
  • quelli dello sviluppo sostenibile
  • quella di chi vuole uno diverso sviluppo, non più basato sulle merci ma sui beni, sulla qualità umana anziché sul ruolo di consumatore, non più sulla crescita materiale e sulla espansione antropica

 

LA VISION

La vision che noi abbiamo è che bisogna  cambiare rotta. Riteniamo improponibile per il nostro futuro un modello di sviluppo uguale a quello che era auge prima della crisi.

Noi non vogliamo una società consumista, globalizzata con una cultura di massa stupida  governata nei suoi desideri dalla multinazionali, priva di consapevolezza , di filosofia, di religione. Con un territorio sconvolto e degradato, con gli ecosistemi a rischio.

La crisi che ci sta avvolgendo è per noi una crisi strutturale, perché è impensabile una crescita continua in un territorio confinato, una crescita cioè che non accetti il concetto di limite. Il modello di sviluppo va quindi rivisto perché porta ineluttabilmente alla distruzione della vita del pianeta o almeno a uno sconvolgimento deleterio o che non ci piace e che non vogliamo.

Della decrescita ci piace

  • riduzione del PIL
  • riduzione emissioni di CO2
  • minor consumo energetico
  • minore produzione di rifiuti
  • + governance
  • Maggiore serietà nella gestione dell’economia

In decrescita vogliamo

che sia FELICE e PROPOSITIVA

  • Non traumatica e violenta
  • Solidale, anche rivedendo alcune politiche di welfare (età pensionabile)
  • Graduale ma con chiara direzione di marcia
  • Rispettosa della qualità ambientale e degli ecosistemi
  • Predare meno piuttosto che “dare di più”
  • Occasione per uno sviluppo diverso
  • Minore globalizzazione e riduzione dei trasporti
  • + economia locale

 

LA MISSION

MDF deve essere un movimento di cultura e di cambiamento, che cerchi di dare un contributo alla formazione della società che vogliamo.

Il primo obiettivo del Movimento è quello di contribuire a smontare il mito della crescita continua e del suo principale indicatore, il mitico PIL.

La filosofia e l’obiettivo del movimento è quella di indicare una strada alternativa o almeno modificativa dell’attuale modello di sviluppo, altamente impattante e che si scontra con i limiti fisici e biologici del pianeta e fondato sulla crescita del consumo,

  • con uno che riduca l’impronta ecologica,
  • che sia più sostenibile nel tempo,
  • con al centro l’aumento dello stato di benessere individuale non legato al possesso di beni,
  • e la crescita delle migliori qualità dell’uomo che sono quelle culturali e spirituali e non quelle di acquirente.

Un mondo con maggiore giustizia sociale, pacifico, sereno e allegro.

E’ questo il significato del termine felice posto accanto a decrescita.

Una società dell’equilibrio

Una società umana in equilibrio col pianeta in generale con il sacro rispetto degli ecosistemi e della diversità biologica

ove le popolazioni sono in equilibrio con le risorse del proprio territorio.

Formate da persone che sono in equilibrio con gli altri

Formate da persone che sono in equilibrio soprattutto con se stesse.

Persone che sono consapevoli, libere e partecipative

Questo significa non una società che guarda al passato, perché il passato non è mai stato così, ma una società più evoluta.

Dove andiamo in vacanza? Nessuno di noi va nel centro di Milano o di Torino. Cerchiamo quasi tutti un luogo appartato, con poche case, tranquillo in montagna o al mare, molti in un convento.

Il modello sono i piccoli comuni, le popolazioni tribali amazzoniche.

Non è una utopia: è una volontà politica.

Oggi ben pochi sostengono la decrescita. Abbiamo interlocutori forti e attrezzati, nonché esperti e competenti.

Abbiamo per fortuna anche alleati insperati (la Chiesa cattolica), un orientamento della Pubblica opinione che sta cambiando, almeno finchè non è toccata personalmente e direttamente dalla crisi. Poi subentra la rabbia e la disperazione. E se la depressione si amplia attenti al clima sociale, alle guerriglie urbane alla  rottura delle regole di civile convivenza, resa più pericolosa da una società multietnica.

In questo contesto che senso ha attivare un Movimento della decrescita felice? Sta proprio nel termine felice. E aggiungerei propositiva.

Riteniamo che si possano e che si debbano portare modificazioni al  sistema politico - economico vigente che portino a una società più in armonia con l’ambiente e quindi più sicura del suo futuro e del futuro della vita sul pianeta.

La decrescita è la premessa di un lavoro più profondo è la pars destruens che precede, presuppone e prepara una pars construens, un nuovo progetto culturale che abbia capacità di futuro. Credo che la decrescita possa fornire il riferimento culturale complessivo di cui c’è bisogno per compiere questo passaggio.. Ma non è la meta. La meta è un nuovo Rinascimento in cui tutte le nostre conoscenze, il nostro sapere e il nostro saper fare vengono messi a servizio della vita, non di un obbiettivo economico fine a se stesso che subordina e sacrifica la vita alla sua realizzazione.  (Maurizio Pallante)
 

 

QUALE POLITICA per andare da dove siamo a dove vogliamo?

 

Politica : contro il sistema dei partiti: dx e sin sono per la crescita

 

A LIVELLO SISTEMICO E PLANETARIO

  •  Un diverso paradigma culturale che sia in grado di riorganizzare le relazioni della specie umana con l’ecosistema terrestre.
  • Garanzie sul funzionamento degli ecosistemi
  • Il concetto di limite
  • Il problema dell’inquinamento planetario. Rispetto degli ambienti naturali nei loro parametri fisici chimici e biologici
  • Il rovesciamento dell’andamento di 3 indicatori prioritari: l’impronta ecologica 2,2 versus 1,8 , l’aumento di CO2 in atmosfera 385 ppm, la riduzione della biodiversità 1686 specie monitorate – 30% dal 1970 al 2005
  • Il problema demografico e il problema dell’immigrazione
  • Contrastare il capitalismo internazionale selvaggio e degradato ove per degradato sta senza un ordine morale
  • Ambiente: maturare un atteggiamento di rispetto degli ambienti naturali per come sono e per come evolvono spontaneamente, senza l’arroganza e l’intrusione dell’uomo, che non è la specie eletta, ma una delle tante (no all’antropocentrismo), difesa della biodiversità, del paesaggio naturale, con u atteggiamento di deferente rispetto per il creato o per l’evoluto.
  • Recupero dell’approccio etico: le religioni e le filosofie: ma quali?
  • Il patto tra generazioni : non trasferire alle nuove generazioni un mondo inquinato, impoverito di risorse, indebitato verso i vecchi, schiacciato dall’oligopolismo economico e finanziario.
  • Qualità della vita umana

 

 

ECONOMIA

  • Riconversione strutturale dell’economia con  il superamento del principio della crescita illimitata. Bisogna decidere quanto è giusto crescere? Più che preoccuparci genericamente della crescita, urge chiederci perché e come crescere.
  • Che non induca al consumo attraverso assillanti messaggi pubblicitari
  • Rivedere il mito della globalizzazione \ spingere per il localismo    Accorciare le distanze tra produzione e consumo, sia in termini fisici che umani.
    Ricollocare il più possibile l’economia nel territorio in cui si vive. Chiedersi sempre quanta strada ha fatto ciò che si sta consumando e chi lo ha prodotto.

Fare acquisti direttamente dal produttore oppure creare o entrare a far parte di un Gruppo d’Acquisto Solidale (GAS) per:minimizzare i chilometri percorsi dai beni nel loro viaggio tra luogo di produzione e luogo di consumo;
stabilire rapporti umani di amicizia e fiducia con chi produce.

  • Più democrazia nella gestione delle risorse non oligopoli, più controllo sociale delle risorse economiche
  • Più giustizia  verso il terzo mondo. I paesi del terzo mondo hanno subito 3 periodi vessatori. La schiavitù, il colonialismo politico, il colonialismo economico, con produzione di beni a basso prezzo da esportare verso i paesi ricchi pagando niente i lavoratori, e ora l’immigrazione, per poter pagare niente o poco la componente lavoro (nero) del costo dei prodotti. E non pagare tasse e contributi.
  • Stimolare l’autoproduzione alimentare e energetica
    Sostituire il più possibile le merci (prodotte per essere vendute) con beni autoprodotti, riportando il mercato alle sue dimensioni fisiologiche, naturali.
    Autoprodurre il più possibile: beni alimentari (ad es. yogurt, pane, dolci, liquori, conserve alimentari…); altri beni (ad es. capi di vestiario, mobili… )
    I vantaggi dell’autoproduzione rispetto all’acquisto di merci sono  in termini di maggiore qualità dei beni utilizzati (assenza di additivi chimici e processi finalizzati all’incremento della produzione e alla riduzione dei costi a scapito della qualità), minore impatto ambientale (meno energia e trasporti, meno imballaggi e rifiuti, più recupero e riciclaggio), conservazione e trasmissione del saper fare, creazione di momenti di nuova socialità.
  • Sviluppare tecnologie virtuose
    Riduzione per unità di prodotto di materie prime, energia, rifiuti.  Adottare tecnologie che riducono il consumo di risorse naturali preferendo l’innovazione volta al risparmio invece che quella rivolta all’incremento dei consumi.
  • Da infrastrutture a bioedilizia
  • Perché autoproduzione e localismo? Perché sono le uniche armi che abbiamo a disposizione contro il capitalismo internazionale ! E’ la produzione dal basso l’arma l’unica arma possibile per rivoluzionare in maniera dolce l’economia che violenta e degrada la Terra. Come? 

Tornare al PIL degli ani 70,

Rilanciare agricoltura locale, allevamento

Turismo dolce

Lotta agli sprechi

Energie alternative

Interagire con le imprese che aderiscono al MDF e propongono prodotti o servizi capaci di ridurre, anche drasticamente, i nostri consumi.

 

SOCIALE

  • La parola d’ordine è SOBRIETA’.  Sobrietà è anche giustizia perché una riduzione dell’eccesso di risorse a disposizione di alcuni mette a disposizione risorse per altri.
  • Una vita più naturale
    Fermarsi a contemplare la Natura, comprendere i suoi cicli e confrontarli con i cicli industriali che sono alla base del proprio modello di produzione e consumo. Confrontare i propri ritmi con quelli della Natura. Rallentare, invece di accelerare.
    Riscoprire il ciclo delle stagioni ed il rapporto con la terra.  Riscoprire il gusto di aspettare la stagione giusta per assaporare i frutti della terra nel momento in cui sono più saporiti e nutrienti.
    Conoscere il territorio in cui si vive e le risorse naturali e umane che offre, anche in termini di saper fare derivante da conoscenze tradizionali (artigianato, cultura popolare, metodi colturali).

  • Ripensare il welfare (pensioni, scuola, sanità)
  • Tempo per i rapporti d’amore con i figli che vogliono affetto e non soldi
  • Rivedere gli stili di vita : più essenziali      Basso consumo, autoproduzione, rifiuti zero, eliminazione degli sprechi Un diverso modo di pensare non consumista e che maggiormente apprezza la naturalità e più coerente con i limiti dell’esistenza, dell’incremento demografico, della geografia dei luoghi Riflessione sui bisogni: non ci sono forse troppi bisogni inutili, indotti da una pubblicità più che ingannevole?
  • Uno spostamento dell’asse dell’approccio ai rapporti economici tra le persone dalla competitività alla cooperazione. Jin e Yang
  • Rispetto delle diversità culturali \ monocultura \ relativismo. LAICITA’
  • Ritorno alla consapevolezza diffusa, alla cultura più alta,alla capacità da parte di più persone di analizzare e capire i fenomeni economici e sociali 
  • Ricostruire le conoscenze distrutte dalla parcellizzazione delle competenze (io non so far funzionare la lavatrice)
  • Il dono e non lo scambio

 

POLITICA

  • L’impossibile riproposizione di politiche espansive vecchia maniera
  • Cogliere l’opportunità della crisi per un cambiemento positivo dell’economia e per far nascere una società e un mondo migliore. e a una umanita’ migliore 
  • Che eserciti la Governance (Obama e la borsa). Le scelte fondamentali non possono essere lasciate al libero mercato.  
  • Che faccia sua una Ridirezione della crescita. Chiedendosi in quali settori è giusto crescere di più? La medicina, la cultura, la ricerca scientifica, l'ecosostenibilità, l'agroalimentare per dare cibo a tutti.. Le opere essenziali in genere non mancano: scuole, strade, fognature, acquedotti, centri sportivi ecc. Manca a volte la cura quotidiana di tutte queste realtà affinché siano effettivamente e utilmente a disposizione della gente.
  • Un passaggio progressivo, riformista, non rivoluzionario   ma: Una chiara direzione di marcia
  • La Finanza : Riconcepire le imposte e le agevolazioni fiscali in chiave di tutela ambientale.  \  Finanza etica e eticità della finanza \ ricompredere nei costi del trasporto le esternalità
  • Faccia la sua parte nel rivedere il sistema dei valori e nella comunicazione dei valori – Pubblicità progresso
  • La solidarietà nella gestione della crisi. Ammortizzatori sociali.
  • Più giustizia nell’utilizzo delle risorse, popoli poveri non saccheggiati, ma lasciati in pace. Basta con la riduzione in povertà e la elargizione delle elemosine
  • Incoraggi la una maggiore democrazia nella gestione delle risorse (non oligopoli)
  • Incoraggi lo sviluppo delle energie rinnovabili
  • Risolva il problema dei Rifiuti   Incoraggiando uno idoneo stile di vita delle persone che trattino le merci per quello che sono: un mezzo e non un fine  \  .impostare un sistema complessivo di utilizzo delle materia che poggi sulle quattro R (riduzione, riuso, recupero, riciclaggio)  e per aumentare la durata di qualsiasi bene (ad es. rigenerazione motori automobilistici, superamento del concetto di moda e adozione del concetto di utilità, abitudine alla autoriparazione dei beni, ecc.).
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