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Articoli IDEM » Difendere gli alberi

Difendere gli alberi

 

di Respiro Verde LegAlberi e Salviamo il Paesaggio

 

Viviamo in un mondo in cui con un semplice “nulla osta” di qualche vergognoso ente si possono tranquillamente far abbattere alberi, ci si può permettere di decidere, come per gli animali, quali si debbano considerare “protetti” e quali “non protetti” trascurando un antico monito che amava dire “Natura nihil fit in frustra” (la Natura non fa nulla invano).

Ma come si può affermare questo se non si ha comprensione e coscienza che abbracciando un albero si può ascoltare il suo respiro, si può capire se soffre o è nel pieno delle sue possibilità, quanto ha dovuto lottare con gli elementi che lo circondano, se è orientato verso il basso o guarda alla luce.

 

Un albero può farci tornare in giovinezza, può farci fantasticare con l’immaginazione, può cambiare la sua forma se lo guardiamo con occhi diversi nel buio della notte, può regalarci momenti di interiorità oggi sempre più rari vista la galoppante omologazione che ci perseguita. L’albero è un orologio vivente per leggere eventi e segnali precisi, sempre se siamo in grado di percepirli.

Così un tempo era considerato l’albero, un fondamento della vita; oggi invece è diventato solo uno scomodo intralcio o al massimo un utile comodino o uno spazioso armadio. L’albero non cerca soldi non è malato di questo cancro tutto moderno, ecco perché risulta incompatibile

alla nostra società globalizzata. Non serve più come simbolo perenne a questi avidi usurai che vivono artificialmente nel loro grigio squallore; finirà a pezzi dentro un camino? Diventerà truciolato? Verrà trasformato in segatura? In laminato? Sarà abbattuto per far posto alla speculazione?

 

Ma cosa si può insegnare a chi vede solo come oggetto, una vita che sacrifica le sue membra, i suoi rami o il suo tronco (cioè le sue proprietà?), essendo al contempo felice in questo suo donarsi. Si perché l’uomo oggi comprende solo il linguaggio del prendere, mentre l’albero solo quello del donare.

L’albero compie tramite la fotosintesi clorofilliana una magica alchimia; la sua realizzazione terrestre, la sua opera, avviene attraverso la trasmutazione dell’anidride carbonica (veleno) in puro ossigeno (vita). Mangiando morte e donando vita, trasformando il veleno in farmaco (se portiamo la mente ai testi tantrici), crea la possibilità sostanziale a tutti gli esseri viventi, compreso l’uomo (alcuni spesso molto più fastidiosi delle zanzare) di poter usufruire dell’ossigeno necessario per respirare e quindi per sopravvivere. È con il suo sacrificio che dona la vita.

 

Non è la Natura che si deve adeguare al nostro stile di vita (che oggi non è più stile) ma dovremmo essere noi ad apportare piccolissime ed insignificanti modifiche al suo status; questo bisognerebbe fare, vivendo in armonia nel suo regno senza sconvolgerlo più di tanto e attualizzando le nostre esperienze coi ritmi che regolano l’universo.

Scopriamo l’importanza di dormire con un sacco a pelo per non perdere quel contatto “fisico” con la forza della terra, di camminare a piedi scalzi per nutrirci di vibranti energie. Tutto questo lo stiamo perdendo giorno per giorno, minuto per minuto. Sarebbe ora di riscoprirlo nuovamente.

 

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