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Ecologia Profonda » Una nuova etica

PER UNA NUOVA ETICA

  

L'etica (il termine deriva dal greco "èthos", ossia "condotta", "carattere", “consuetudine”) è quella branca della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di distinguere i comportamenti umani in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati.

L’etica vuole avere una base razionale, quindi non emotiva, dell'atteggiamento. In questo senso pone una cornice di riferimento, dei canoni e dei confini entro cui la libertà umana si può estendere ed esprimere. In questa accezione ristretta ha come oggetto i valori morali che determinano il comportamento dell'uomo.

Ma l'etica si occupa anche della determinazione di quello che può essere definito come il senso, talvolta indicato con il maiuscolo Il Senso dell'esistere umano, il significato profondo etico-esistenziale della vita del singolo e del cosmo che lo include.

Esiste quindi un legame diretto tra la visione individuale del mondo e della vita e i comportamenti o almeno ciò che  le persone ritengono giusto o sbagliato.

 

L’etica a strati: Lo strato genetico e lo strato politico

Nei valori etici possiamo distinguere uno strato genetico e uno strato politico.

Lo strato genetico è comune a tutta l’umanità e si basa su alcuni indirizzi (elenco non esaustivo) tipici delle scimmie antropomorfe :Difenditi, Fai figli e allevali, Il potere è bello (il più forte genera), Stai in equilibrio con il tuo ambiente, Vivere in società è meglio che da soli.

Lo strato politico è in funzione degli obiettivi interni alle varie società (romani, babilonesi, ebrei, sassoni). Queste società hanno dato regole aggiuntive ai componenti del gruppo. Quasi sempre le regole aggiuntive sono il frutto degli interessi dei soggetti dominanti.

Tutti i principi etici dello strato genetico sono stati variamente declinati nelle varie società con regole più dettagliate.

Esempio: Vivere in società presuppone il non uccidere: Non uccidere è uno dei 10 comandamenti, è uno dei 5 precetti buddisti, non vale in guerra, i Romani gettavano i bimbi deformi dalla rupe Tarpa, nell’Antico testamento si dice spesso: vai e uccidi in nome di Dio

 

Stare in equilibrio con l’ambiente è stato importante anche nelle piccole società anche per evitare i conflitti con altri soggetti sociali che potevano risolversi in guerre distruttive.

Per la società occidentale liberale non è finora mai stato necessario.

L’etica dominante è stata quindi un’etica dello sviluppo che preconizza:

  • La crescita economica infinita
  • Lo sfruttamento di tutte le risorse, anche quelle che hanno un limite
  • Il consumismo come strumento del benessere individuale
  • La mitizzazione del lavoro
  • La globalizzazione come profitto al commercio
  • La crescita infinita della popolazione
  • La rimozione psicologica del concetto della morte come parte della vita
  • La stabilizzazione delle coscienze sui modelli storici (cristianesimo, potere delle Chiese), che non sono in conflitto con gli ideali capitalisti e che evitano una ricerca filosofica autonoma e diversa che può pervenire a conclusioni diverse. Questo specie in Italia.

 

Il problema è che ci sono visioni sostenibili e insostenibili e oggi questa etica ha rotto il principio dell’equilibrio ambientale, e cozza con la realtà di un pianeta confinato e limitato per definizione.

E’ necessaria quindi una nuova etica politica, che supporti una riduzione dell’impatto umano sul pianeta.

Esistono due strade per arrivarci. Una è una guerra che riduca a un terzo la popolazione mondiale, specie quella a maggior consumo. L’altra una lenta e graduale decrescita che sia la più serena e felice possibile, anche se comunque non priva di traumatismi.

Bisogna allora assumere una nuova visione, una uova etica, progettando una nuova armonia con il pianeta. Bisogna passare da un’etica della crescita economica selvaggia a un’etica dell’armonia, dell’ambiente  e della consapevolezza.

La cosa è meno difficile di quanto si pensi perché è un pensiero che si sta  diffondendo nella mente delle persone più avvedute.

L’uomo: tutto sommato una bella specie, da non perdere.

 

SPUNTI DI ETICA

Quali sono gli spunti di etica che derivano dalla impostazione del pensiero biochiave?

Quali possiamo ritenere siano i comportamenti positivi e quelli negativi rispetto ai concetti esposti?Proviamo ad elencarli schematicamente, abbinandoli ai principi cardine di questo modo di pensare:

 

DAL RELATIVISMO:

  • Comprendere gli altri anche negli aspetti deleteri
  • Proteggere la diversità culturale, anzi promuoverla
  • Avere rispetto per ogni cultura
  • Ripristinare e diffondere il libero pensiero
  • Adoperarsi per garantire liberta’, laicita’ , libera espressione
  • Avere un atteggiamento di benevolenza verso tutti gli esseri viventi ai quali siamo uniti dal filo della vita

 

DALLA GARANZIA DEGLI ECOSISTEMI:

  • Adesione ai principi dell’ecologia profonda, nei suoi aspetti ecocentrici, economici, ideologici e nelle implicazioni sociali
  • Chiedere scusa ad animali e piante se per necessità biologiche si deve far loro del male
  • Uscire dal piccolo ego e abbracciare (voler bene) il mondo: da qui ogni iniziativa, occupandosi di se stessi, degli altri (benevolenza), del mondo naturale

I principi basilari dell’ecologia profonda possono essere così riassunti (da Devall & Sessions, 1989):

1. Il benessere e la prosperità della vita umana e non umana sulla Terra hanno valore per se stesse (in altre parole: hanno un valore intrinseco o inerente). Questi valori sono indipendenti dall’utilità che il mondo non umano può avere per l’uomo.
2. La ricchezza e la diversità delle forme di vita contribuiscono alla realizzazione di questi valori e sono inoltre valori in sé.
3. Gli uomini non hanno alcun diritto di impoverire questa ricchezza e diversità a meno che non debbano soddisfare esigenze vitali.
4. La prosperità della vita e delle culture umane è compatibile con una sostanziale diminuizione della popolazione umana: la prosperità della vita non umana esige tale diminuizione.
5. L’attuale interferenza dell’uomo nel mondo non umano è eccessiva e la situazione sta peggiorando progressivamente.
6. Di conseguenza le scelte collettive devono essere cambiate. Queste scelte influenzano le strutture ideologiche, tecnologiche ed economiche fondamentali. Lo stato delle cose che ne risulterà sarà profondamente diverso da quello attuale.
7. Il mutamento ideologico consiste principalmente nell’apprezzamento della qualità della vita come valore intrinseco piuttosto che nell’adesione a un tenore di vita sempre più alto. Dovrà essere chiara la differenza tra ciò che è grande qualitativamente e ciò che lo è quantitativamente.
8. Chi condivide i punti precedenti è obbligato, direttamente o indirettamente, a tentare di attuare i cambiamenti necessari.

 

DALL’ ECOCENTRISMO, la centralità della biosfera e dei suoi meccanismi opposto all’antropocentrismo. Il valore intrinseco di ogni vita indipendentemente dall’utilità per l’uomo

  • Partecipare alla tutela della natura (nel senso di non interferenza) e dell’ambiente di vita
  • Stabilizzare e quindi ridurre la popolazione umana
  • Maturare un atteggiamento di rispetto degli ambienti naturali per come sono nei loro parametri fisici chimici e biologici e per come evolvono spontaneamente, senza l’arroganza e l’intrusione dell’uomo, che non è la specie eletta, ma una delle tante (no all’antropocentrismo), difesa della biodiversità, del paesaggio naturale, con un atteggiamento di deferente rispetto per il creato o per l’evoluto

 

Dalla BIODIVERSITÀ:

  • Proteggere la diversità biologica, anzi promuoverla. La tutela della biodiversità ovvero di ogni parte dell’ecosistema
  • Ammirare l'armonia naturale e operare per le necessità di ripristinarla ove si presentino squilibri causati dall’uomo
  • Salvaguardare le aree selvagge ad alta naturalità - wilderness

 

DAL NUOVO RAPPORTO CON LA NATURA, LA VITA

  • Vivere una vita più naturale   Fermarsi a contemplare la Natura, Riscoprire il ciclo delle stagioni ed il rapporto con la terra.  Riscoprire il gusto di aspettare la stagione giusta per assaporare i frutti della terra nel momento in cui sono più saporiti e nutrienti.
  • Ripensare l’uso del Tempo per i rapporti con i figli che vogliono affetto e non soldi. Agire con più calma.
  • Dare centralità ad amore libertà sentimenti. L’uomo non è macchina produttiva, è fatto di carne e non di metallo, è vita e non una macchina. Scoraggiare quindi una visione economicista della vita.
  • Sostenere la famiglia quale modello che ha dato buoni risultati di organizzazione sociale
  • Accettare lo scorrere naturale dell'esistenza, pensando alla specie umana come qualsiasi altra del milione di specie presenti sulla Terra. Essere attenti al ruolo cruciale dei giovani, alla staffetta tra le generazioni, alla cultura che diamo ai giovani, alla scuola e al valore della famiglia.   Valorizzare gli anziani fimo alla fine dei loro giorni, altro che prepensionamenti, avere anche un altro rapporto con la morte, avere attenzione per bisogni importanti come legalità e sicurezza.
  • Propugnare la naturalità, un ritorno ad una vita con meno tecnologia e più incontro con gli elementi naturali: in questo ambito ripensare alla pianificazione delle città, dell'economia, del lavoro, della società, all’alimentazione. Riscoprire il ciclo delle stagioni ed il rapporto con la terra.  Conoscere il territorio in cui si vive e le risorse naturali e umane che offre, anche in termini di saper fare derivante da conoscenze tradizionali (artigianato, cultura popolare, metodi colturali).

 

DAL NUOVO RAPPORTO COL TERRITORIO

  • Favorire la vita i un ambiente naturale e non ambiente artificiale quali le città e i grossi condomini
  • Favorire le tecnologie non inquinanti che imitano i processi naturali (eolico, pannelli fotovoltaici, riciclaggio, compostaggio, lotta biologica, geotermia
  • Favorire la piccola dimensione per ogni attività umana, l’armonia dell’uomo con il piccolo ambiente circostante
  • Rivedere il mito della globalizzazione dell’economia, spingendo per il localismo.    Accorciare le distanze tra produzione e consumo, sia in termini fisici che umani. Ricollocare il più possibile l’economia nel territorio in cui si vive (bioregionalismo). Chiedersi sempre quanta strada ha fatto ciò che si sta consumando e chi lo ha prodotto. Fare acquisti direttamente dal produttore oppure creare o entrare a far parte di un Gruppo d’Acquisto Solidale (GAS) per:minimizzare i chilometri percorsi dai beni nel loro viaggio tra luogo di produzione e luogo di consumo; stabilire rapporti umani di amicizia e fiducia con chi produce. La globalizzazione non è in sé negativa ma è da combattere la gl intesa come pensiero unico mercantilista, come ricerca del massimo guadagno senza limiti etici, come depredazione delle risorse dei paesi poveri.

 

DAL NUOVO RAPPORTO CON SE STESSI

  • Ricercare l’EQUILIBRIO INTERIORE nell’interesse proprio e degli altri e l’ARMONIA COL MONDO E LA NATURA anche per superare gli squilibri sociali
  • Ritrovare la spiritualità negata dal materialismo (gruppi filosofici, culturali, religiosi..)
  • Vivere bene la propria vita (APP 2)
  • Rispetto della fisicità e tendere ad abbandonare i lavori e le posizioni innaturali (scrivania, fabbrica). Fare dello sport

 

DAL PRINCIPIO DI SOPRAVVIVENZA. Ogni essere vivente lo ha come punto di riferimento assoluto per sé e per la propria discendenza:

  • praticarlo e capirlo
  • Adoperarsi per l’autorealizzazione di ogni essere vivente
  • Cercare la piena espressione della propria vita e consentire quella degli altri
  • Favorire la partecipazione di tutti alla vita, al lavoro e al relativo guadagno con piena occupazione stabile e senza precariato.

 

DALL’OSCILLAZIONE tra AFFERMAZIONE INDIVIDUALE e COLLABORAZIONE

  • Praticarlo e capirlo
  • Praticare un atteggiamento di BENEVOLENZA verso tutti gli esseri viventi ai quali siamo uniti dal filo della vita
  • Apprezzare la collaborazione e corresponsabilizzazione per essere più efficienti  e come fattore di successo
  • Ridurre il peso della competitività a tutti i livelli, con più solidarietà e anche la logica del dono
  • Occuparsi degli altri anche perchè dagli altri hai per quello che dai
  • Far prevalere l’interesse comune su quello individuale. Sottolineare i valori di equità, giustizia, volontariato, libertà reale, libertà dal bisogno, qualità della vita per tutti.

 

DALL’ INTERDIPEDENZA. Ogni atto che chiunque compie ha una ricaduta sugli altri e sulla situazione di contesto. Nessuno può tirarsi fuori da un senso di responsabilità:

  • Vivere con senso di responsabilità
  • Impegno nell’attività sociale e politica

 

DALL’ IMPERMANENZA. Tutto cambia ogni istante, nessuna situazione può essere fermata come in una fotografia. Tutto ciò che diciamo o facciamo o realizziamo non sarà per sempe

  • Avere disponibilità al cambiamento e accettarlo

 

DALLA CONSAPEVOLEZZA: CAPIRE IL SENSO DELLA VITA:

  • Il compito degli uomini? Vivere semplicemente, come in una famiglia, secondo le regole che la grande famiglia della vita ha e si è data: i principi immutabili, l’armonia, avere un ruolo nella comunità globale
  • ”Che altro potremmo desiderare di fare della nostra vita se non offrirla in amorevole e gioioso servizio alla Terra e a tutti i suoi abitanti? (Julia Hill)”
  • Favorire la laicità per garantire libertà e apprezzare le diversità di approccio alla vita
  • Rivedere il rapporto individuale col lavoro
  • Avere sempre una visione olistica
  • Non credere fideisticamente ma farsi sempre una convinzione personale e quindi sviluppare le capacità di riflessione individuale: per comprendere e per non essere manipolati
  • Favorire il recupero di  religioni e filosofie. Conquista di una consapevolezza diffusa, alla cultura più alta, alla capacità da parte di più persone di analizzare e capire i fenomeni biologici economici e sociali. Cambiare la scuola: più seria e autorevole senza difendere troppo i figli.
  • Ricostruire le conoscenze e le abilità distrutte dalla parcellizzazione delle competenze
  • Ritrovare la spiritualità negata dal materialismo (gruppi filosofici, culturali, religiosi..) e un nuovo spirito religioso, laico e naturalistico
  • Essere consapevoli dei problemi su scala mondiale ai quali bisogna contribuire a porre rimedio anche nei nostri infinitamente piccoli gesti quotidiani personali, con stili di vita adeguati, e soprattutto della cultura del limite. 

 

DAL CONCETTO DI UOMINI COME ANELLO DI UNA CATENA STORICA : Ogni vita deriva da altre vite e ne porta inevitabilmente i segni. Così come porta i segni di ogni relazione e di ogni esperienza. Nessun essere vivente è slegato dagli altri e chi ci ha preceduto continua in noi, così come noi continueremo negli altri:

  • Rispettare i morti e preoccuparsi per i giovani
  • Dare corpo a un patto tra generazioni : non trasferire alle nuove generazioni un mondo inquinato, impoverito di risorse, indebitato verso i vecchi, schiacciato dall’oligopolismo economico e finanziario.
  • Collocare se stessi e gli eventi tra passato e futuro. Non si può pensare che noi siamo funghi nati per caso nel bosco. La visione delle cose è ampiamente influenzata da retaggi storici e culturali e dall’ambiente di vita in cui siamo vissuti. In noi c’è passato e futuro. Bisogna avere consapevolezza del futuro che desideriamo e che vogliamo costruire ed essere coerenti con i nostri principi.
  • Operare per la riqualificazione della scuola intesa come luogo dei processi di apprendimento della realtà e di sviluppo della consapevolezza. Insistere sulla diffusione della cultura e in particolare della storia, della filosofia, delle scienze naturali, dell’ educazione ambientale, educazione alla solidarietà. Costruire persone consapevoli, libere e partecipative. Persone che conoscano i meccanismi della sopravvivenza, la biologia e l’economia, materie in cui i Italia c’è una ignoranza assoluta che rende spesso le persone vittime di un potere occulto che le domina e le rovina. Altro che democrazia!

 

DAL RIDIMENSIONAMENTO DELL’IMPATTO UMANO con la riduzione dei consumi e anche attraverso la leva demografica con la diminuzione graduale degli appartenenti alla specie umana. Un cambiamento nelle attuali politiche (espansive e consumistiche), che influiscono sulle scelte economiche, tecnologiche, ideologiche

  • Abbracciare l’Economia della Decrescita Felice (ridurre i consumi, rivedere la logica di acquisto e consumo Riflessione sui bisogni: non ci sono forse troppi bisogni inutili, indotti da una pubblicità più che ingannevole?  Sposare la SOBRIETA’ è La parola d’ordine.  Sobrietà è anche giustizia perché una riduzione dell’eccesso di risorse a disposizione di alcuni mette a disposizione risorse per altri.” - Porre attenzione agli sprechi.
  • Utilizzare tecnologie virtuose Riduzione per unità di prodotto di materie prime, energia, rifiuti.  Adottare tecnologie che riducono il consumo di risorse naturali preferendo l’innovazione volta al risparmio invece che quella rivolta all’incremento dei consumi.
  • Stimolare l’autoproduzione alimentare e energetica Sostituire il più possibile le merci (prodotte per essere vendute) con beni autoprodotti, riportando il mercato alle sue dimensioni fisiologiche, naturali. Autoprodurre il più possibile: beni alimentari (ad es. yogurt, pane, dolci, liquori, conserve alimentari…); altri beni (ad es. capi di vestiario, mobili… ) I vantaggi dell’autoproduzione rispetto all’acquisto di merci sono  in termini di maggiore qualità dei beni utilizzati (assenza di additivi chimici e processi finalizzati all’incremento della produzione e alla riduzione dei costi a scapito della qualità), minore impatto ambientale (meno energia e trasporti, meno imballaggi e rifiuti, più recupero e riciclaggio), conservazione e trasmissione del saper fare, creazione di momenti di nuova socialità.  
  • Aiutare a programmare la “filiera corta”, cioè la messa in commercio di prodotti (soprattutto commestibili) per quanto possibile provenienti da località vicine, così da eliminare al massimo i trasporti. Ridurre la globalizzazione dell’economia. Favorire la piccola dimensione per ogni attività umana
  • Pretendere più democrazia nella gestione delle risorse: non oligopoli, più controllo sociale delle risorse economiche Perché autoproduzione e localismo? Perché sono le uniche armi che abbiamo a disposizione contro il capitalismo internazionale ! E’ la produzione dal basso l’arma l’unica arma possibile per rivoluzionare in maniera dolce l’economia che violenta e degrada la Terra.

 

DAL RISCOPRIRE L’IMPEGNO E ESSERE PROTAGONISTI

  • Essere in AZIONE, pensando non si può star fermi, e che i cambiamenti o si fanno o si subiscono.  Ci vuole una spinta dal basso.
  • Portare avanti istanze (energie rinnovabili ….), e battaglie
  • Ritornare alla politica, alla filosofia, alla cultura,
  • Associarsi e fare gruppo (associazioni movimenti, …) 
  • Esercitare le BUONE PRATICHE (fare, incoraggiare, difesa della natura, raccolta differenziata, risparmio energetico, stile di vita sobrio)
  • Fare politica a livello locale

 

 

UNA SINTESI

Tentiamo infine una sintesi di quanto scritto finora. Se dovessimo riassumere, seguendo l’esempio delle grandi religioni, in pochi punti i comportamenti e i precetti da seguire potremmo scrivere:

  1.   COMPRENDI GLI ALTRI ESSERI VIVENTI
  2. PROTEGGI LA DIVERSITA
  3. TUTELA LA NATURA
  4. CONTRIBUISCI A RIDURRE L’IMPATTO UMANO SUL TERRITORIO
  5. RIFLETTI E SII CONSAPEVOLE
  6. COLLABORA E SII SOLIDALE
  7. AGISCI PER IL FUTURO DEI GIOVANI
  8. PARTECIPA ALLE ATTIVITA’ SOCIALI
  9. VIVI IN ARMONIA CON TE STESSO E CON LA NATURA
  10. VIVI PIENAMENTE LA TUA VITA
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